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Dal thriller erotico ai film di cappa e spada, dall’horror al poliziottesco: Umberto Lenzi ha attraversato almeno tre decenni di cinema italiano all’insegna dei “generi” più diversi, diventando con gli anni un autentico autore “di culto”. Merito di film dai titoli ormai quasi proverbiali (due su tutti: Così dolce… così perversa e Milano odia… la polizia non può sparare), che hanno scalato il boxoffice e – neanche a dirlo – conquistato Quentin Tarantino. Ma c’è un altro Lenzi, forse meno conosciuto ma altrettanto avvincente: quello dei romanzi di Bruno Astolfi, detective privato antifascista che risolve i suoi casi sullo sfondo del cinema italiano, dai telefoni bianchi alla Repubblica di Salò fino al secondo dopoguerra…

Per conoscere meglio entrambi i volti di questo regista-scrittore, il KINO ESTATE (a Roma c/o Circolo degli Artisti, via Casilina vecchia, 42) propone giovedì 26 giugno una “serata omaggio“: alle ore 20.30 l’appuntamento è al bistrot con la presentazione de Il clan dei miserabili, sesta avventura del fortunatissimo ciclo di Bruno Astolfi, stavolta alle prese con un pericoloso assassino che commette i suoi omicidi a Cinecittà, sul set de I Miserabili, il capolavoro che Riccardo Freda sta girando con divi del calibro di Gino Cervi e Valentina Cortese.

Le indagini di Astolfi lasceranno poi il posto, alle ore 22.00, alla proiezione di Roma a mano armata, uno dei titoli più fortunati della filmografia di Lenzi, campione d’incassi e vera pietra miliare del poliziesco. Protagonisti Maurizio Merli, Tomas Milian, la star hollywoodiana Arthur Kennedy, la bella Maria Rosaria Omaggio e tanti caratteristi del nostro Cinema anni Settanta, in un ritratto nerissimo ed efficace della mala di allora.