Tomas Milian al Festival di Roma – Masterclass

Si è da poco conclusa la Masterclass con Tomas Milian diretta da Manlio Gomarasca e da Giona Nazzaro. Prima del suo arrivo, però, è stato proiettato un filmato che ha ripercorso l’intensa carriera cinematografica dai suoi primi film con Bolognini, Giannetti e Visconti, passando poi per Fulci e Lenzi, fino ad arrivare ai suoi ultimi lavori con Soderbergh, Frankenheimer e Llosa.

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Appena entrato il cubano de Roma è stato accolto da una standing ovation di un pubblico caloroso al quale non è riuscito, per più di una volta, a trattenere le lacrime. Ha incominciato a raccontare di quando da Cuba, dove conduceva una vita agiata, è partito per New York per realizzare il suo sogno di diventare attore fino al suo desiderio di fare un nuovo film del Monnezza.
A questo proposito ha presentato al pubblico presente il suo “figlio adottivo” Mathias che prenderà il suo posto: “Ho deciso di fare un altro film del Monnezza però questa volta con il mio figlio adottivo che spero abbia il mio stesso successo e sia amato come lo sono stato io, e spero faccia tanta strada perché è giovane. Ve lo presento: Mathias, vieni?”
Al termine della Masterclass, Milian ha ringraziato ulteriormente il pubblico romano mandandogli baci e lasciandosi ad un “Vi amo, cazzo”.

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Appuntamenti pubblici per Tomas Milian il sabato 18.

Si infittisce il carnet degli appuntamenti che il Festival di Roma ha organizzato per Tomas Milian. In aggiunta a quelli già comunicati su questo sito, Tomas sarà alle ore 11 di sabato 18 ottobre al Teatro “Lido di Ostia” per un incontro con gli studenti delle scuole superiori di Ostia e con il pubblico; lo stesso giorno si recherà nel quartiere Laurentino, ospite del Centro Culturale “Elsa Morante”, per un dibattito.

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Tomas Milian ospite a Domenica In del 19 ottobre

Domenica 19 ottobre Tomas Milian, fresco di Premio alla Carriera, sarà ospite di Pino Insegno e di Paola Perego nella nuova edizione di ‘Domenica In’, in onda in diretta su Raiuno intorno alle 16. Parteciperà anche a “Verissimo” e a “S’è fatta notte”, ma di questi vi daremo la data di messa in onda prossimamente.

Giovedi si occuperanno di lui un po’ tutti i tg nazionali, mentre venerdi concederà interviste a Radio2 (Supermax, in onda lunedi 20 alle 10,30) e, dopo la Masterclass, a Radio Città Futura e Radio3.

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Masterclass con Tomas Milian al Festival di Roma

L’annunciata Masterclass diretta da Manlio Gomarasca e da Giona Nazzaro è stata fissata per venerdi 17 ottobre alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica (Viale de Coubertin, 30) alle ore 16,30. Biglietto 8 euro. Info su www.romacinemafest.it

Tomas Milian, che la sera prima avrà ricevuto il Premio alla Carriera da Sergio Castellitto, risponderà ai moderatori e alle domande del pubblico.

 

 

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Marc’Aurelio Acting Award alla carriera a Tomas Milian

Qui di seguito il comunicato stampa del dopo conferenza di stamattina. Come anticipato su questo sito, Tomas torna in Italia. La novità è che interpreterà il film di Castellitto “Nessuno si salva da solo”, ma di questo vi aggiorneremo più avanti…

 

Il Festival Internazionale del Film di Roma assegnerà il Marc’Aurelio Acting Award a Tomas Milian. Il riconoscimento gli sarà consegnato, nel corso della serata d’apertura, da Sergio Castellitto (che ha scelto proprio Tomas Milian come interprete del suo nuovo film). L’interprete di origini cubane incontrerà il pubblico in occasione di una Masterclass che sarà moderata da Giona Nazzaro e Manlio Gomarasca, membri del comitato di selezione del Festival (Manlio Gomarasca è anche autore della biografia dell’attore di prossima pubblicazione presso Rizzoli).

“Roma, al contrario, si legge Amor”

Tomas Milian

La decisione di conferire l’Acting Award a Tomas Milian risiede in primo luogo nella considerazione che l’attore è diventato nel corso del tempo uno dei simboli stessi della romanità al cinema insieme a figure del calibro di Alberto Sordi e Carlo Verdone.
L’affetto incondizionato del popolo e della città tutta di Roma ne sono la prova inconfutabile.
Si tratta non solo di celebrare un legame vivo e indissolubile di un artista con la sua città d’elezione ma, soprattutto, di rendere omaggio a un talento impareggiabile del cinema del ventesimo secolo.
Tomas Milian, attore di origini cubane, nato nel 1933, 82 anni, è cittadino statunitense e italiano (ha ottenuto la cittadinanza italiana nella seconda metà degli anni Settanta).
La sua carriera cinematografica è esemplare. Dalla natia L’Avana, Cuba, si trasferisce a New York dove entra a far parte del prestigioso Actors’ Studio di Lee Strasberg, la fucina attoriale che ha prodotto talenti del calibro di Marlon Brando, James Dean, Dennis Hopper e Robert De Niro.
Giunge in Italia come protagonista assoluto della commedia di Jean Cocteau Il poeta e la musa andata in scena nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto per la regia di Franco Zeffirelli.
Il successo di Milian è immediato e gli permette di essere notato dall’ambiente del cinema italiano che in quegli anni attraversa un profondo e fertile periodo di rinnovamento politico, estetico e formale.
Nel corso di tutti gli anni Sessanta lavora con registi di valore assoluto come Mauro Bolognini (La notte brava, Madamigella di Maupin, Il bell’Antonio), Francesco “Citto” Maselli (I delfini, Gli indifferenti, Ruba al prossimo tuo), Luchino Visconti (Il lavoro, segmento del classico Boccaccio ’70), Pier Paolo Pasolini (Ro.Go.Pa.G. – Laviamoci il cervello il segmento La ricotta), Valerio Zurlini (Le soldatesse), Carlo Lizzani (Banditi a Milano), Florestano Vancini (La banda Casaroli), Franco Brusati (Il disordine), Nanny Loy (Un giorno da leoni), Renato Castellani (Mare matto), Alberto Lattuada (L’imprevisto).
Il suo straordinario talento gli permette di diventare uno degli attori più richiesti del cinema italiano degli anni Sessanta e non solo. Infatti, nel 1965, Milian interpreta Il tormento e l’estasi di Carol Reed al fianco di Rex Harrison e Charlton Heston.
L’inquietudine artistica lo spinge agli inizi degli anni Settanta verso l’anti-Hollywood che stava rivoluzionando il cinema americano. Tant’è vero che Dennis Hopper, regista di Easy Rider, lo vuole come interprete del suo film più controverso The Last Movie – Fuga da Hollywood al fianco di leggende del calibro di Peter Fonda, Kris Kristofferson, Samuel Fuller e John Phillip Law.
Contemporaneamente Tomas partecipa da protagonista assoluto alla straordinaria stagione dello Spaghetti Western interpretando i capolavori di Sergio Sollima (Faccia a faccia, Corri uomo corri), Sergio Corbucci (Vamos a matar, compañeros), Giulio Petroni (Tepepa, al fianco di Orson Welles), Giulio Questi (Se sei vivo spara) film che sono stati sottratti all’oblio, nonostante l’amore degli esperti e dei cinefili, solo grazie a Quentin Tarantino che li ha celebrati nel suo Django Unchained.
Grazie alla presenza picaresca e antieroica di Milian il western italiano assume coloriture politiche che fanno risuonare nei film di quegli anni le urgenze delle lotte terzomondiste e anti-imperialiste.
Attore duttilissimo in grado di alternare cinema popolare e impegnative sortite nel cinema d’autore più esigente, Milian interpreta nel 1970 L’amore coniugale, l’unico lungometraggio di finzione diretto dalla scrittrice Dacia Maraini. Sempre nel 1970 interpreta I cannibali di Liliana Cavani, opera che anticipa la grande stagione dei conflitti sociali e studenteschi.
Quando l’epoca del western declina, Milian diventa la star indiscussa della grande stagione del cinema poliziesco italiano rappresentando sempre un eroe popolare e popolano che lo porterà infine a costruire l’ultima grande maschera della commedia di costume italiana, il personaggio di Nico Giraldi, campione d’incassi indiscusso dei decenni Settanta e Ottanta.
Lontanissimo dalla figura del giustiziere solitario che andava per la maggiore nel coevo cinema statunitense, Milian porta in dote ai suoi tutori della legge (e lestofanti) una comprensione istintiva e un affetto genuino nei confronti dei tormenti e dei problemi degli ultimi. E anche in questo è in sintonia assoluta con la grande stagione della contestazione studentesca.
Nonostante lo straordinario successo che accoglie sempre il suo lavoro, Milian non dimentica il cinema d’autore impegnandosi con maestri del calibro di Michelangelo Antonioni, interpretando Identificazione di una donna, e di Bernardo Bertolucci (La luna).
Torna negli Stati Uniti al termine degli anni Ottanta dove riprende a lavorare all’interno dello star system hollywoodiano collaborando con registi di fama internazionale come Steven Spielberg (Amistad), Oliver Stone (J.F.K. – Un caso ancora aperto), Steven Soderbergh (Traffic, film vincitore del premio Oscar®), Robert Redford (Havana), Abel Ferrara (Oltre ogni rischio) e James Gray (The Yards), presidente della Giuria dell’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
Partecipa anche a serie televisive di rilievo indiscutibile come Miami Vice prodotta da Michael Mann, Law & Order, U.C. Undercover e Oz, prodotta dalla HBO.

PERCHÈ UN PREMIO A MILIAN NELLA CITTÀ DI ROMA

Tomas Milian e Roma sono sinonimo l’uno dell’altra. Milian ha costruito a Roma, intorno a una figura che reca in sé i tratti di quella cultura popolare romana ancora non completamente assorbita dalla società dei consumi di cui Pier Paolo Pasolini in poesia è stato il cantore più alto e Luigi Magni lo storiografo più attendibile, il maggiore successo della sua carriera, quello più duraturo, che gli ha permesso di assurgere alle dimensioni di autentica icona dell’immaginario collettivo.

Milian ha offerto un ritratto unico di una città e dei suoi abitanti alle soglie di un sofferto e complesso processo di trasformazione sociale ed economica che la cultura ufficiale non è riuscita, se non altro non in tempo reale, a raccontare in forme altrettanto efficaci e di eguale diffusione di massa.

L’umanità celebrata da Gianfranco Rosi con Sacro GRA vive già nei film delle serie incentrate sul personaggio di Nico Giraldi, esemplare irripetibile di poliziotto dalla parte degli ultimi e degli umili, in lotta contro i potenti e i corrotti, burocrati e colletti bianchi, in grado di rivolgersi ai suoi superiori e colleghi con la voce schietta e pungente di una romanità nella quale il vernacolo assume la coloritura delle pasquinate più irriverenti già celebrate nella migliore tradizione del Belli.

Milian, corpo multi-etnico, cubano, statunitense e soprattutto italiano ha dichiarato: «Roma è la città in cui mi sento a casa. La città che mi ha accolto come un figlio e che mi ha insegnato la vita. Se c’è un posto dove voglio trascorrere gli ultimi anni della mia esistenza è Roma che, al contrario, si legge Amor».

Nello spirito della grande festa popolare di cui il Festival Internazionale del Film di Roma si è fatto portatore sin dagli esordi, un riconoscimento alla persona di Tomas Milian ci sembra un omaggio dovuto per esprimergli l’affetto imperituro che la Capitale (e l’Italia tutta) non ha mai cessato di tributargli.

Siamo convinti che la presenza di Tomas Milian al Festival Internazionale del Film di Roma sia un momento altamente qualificante e popolare al tempo stesso. Una festa vera, schietta, genuina.

Milian è un punto di congiunzione fra due mondi e concezioni del cinema che nella sua persona si saldano miracolosamente. Siamo convinti che si tratti di un evento atteso spasmodicamente dagli ammiratori dell’attore. Lo attestano le cifre delle vendite sempre altissime dei film di Milian in dvd e blu-ray, nonostante la crisi dell’editoria elettronica, i continui passaggi televisivi dei suoi film e i numerosi forum e fan club a lui dedicati su internet.

Roma premiando Milian omaggia l’ultimo cantore della città, un artista incomparabile, unico, che ha toccato il cuore di milioni di romani e italiani sparsi in tutto il mondo. (Giona Nazzaro)

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Monnezza Amore Mio in libreria dall’8 ottobre

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Dall’ 8 ottobre in libreria

MONNEZZA AMORE MIO

di TOMAS MILIAN

con Manlio Gomarasca

L’infanzia a Cuba, il suicidio del padre e
poi il 
successo in Italia con Monnezza,
il beniamino del 
cinema poliziesco anni 70.
Una vita di sogni e 
ferite
L’autoritratto spietato di un’icona del cinema

Collana saggistica. pp. 288. Euro 18,50.

Roma è una strana città. È eccessiva, ma generosa, accoglie il nuovo arrivato, ma non gli chiede eterna fedeltà. Non le interessa che i «forestieri» sposino le sue antiche tradizioni, e loro raramente ne assorbono i vezzi, il dialetto, lo spirito: il più delle volte, a Roma il siciliano resta siciliano, il napoletano napoletano e – soprattutto – il milanese milanese. Eppure il Monnezza, personaggio simbolo della romanità al cinema, l’ha inventato un cubano scappato da L’Avana, passato per l’Actors Studio di New York (dove si esercitava al fianco di Marilyn Monroe e Marlon Brando) e sbarcato in Italia quasi per caso. Tomas Milian non ha bisogno di presentazioni: oltre cinquant’anni di carriera cinematografica, un’impressionante capacità di reinventarsi in ruoli sempre diversi, una lunga serie di successi al botteghino e una vasta schiera di appassionati che intorno a lui ha creato un vero e proprio fenomeno di culto. Ma se del Monnezza si sa tutto (o quasi), dell’uomo dietro alla maschera si sa ben poco. In queste pagine Milian racconta per la prima volta la sua infanzia cubana, il trauma di un bambino che assiste al suicidio del padre, la giovinezza da playboy nella Cuba bene, la scoperta del cinema, la fuga negli Usa, la difficile vita da «uomo da marciapiede» a New York, l’arrivo in Italia e tutto quell’incontrollabile flusso di eventi che ha portato un giovane attore senza radici a lasciar perdere il suo sogno.

RIZZOLI

 

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L’autobiografia di Milian a ottobre in libreria

Monnezza Amore Mio

Si intitola “Monnezza Amore Mio” l’autobiografia di Tomas Milian curata, dopo 15 anni di colloqui e interviste con l’attore cubano, da Manlio Gomarasca (capo redattore di Nocturno) che verrà pubblicata a metà ottobre da Rizzoli.Tomas ripercorre i drammatici momenti della sua infanzia a L’Avana, i primi passi nel teatro e nella tv americana, l’Actors’ Studio di New York, la convocazione a Spoleto, i 25 di carriera italiana, il ritorno in America. E poi gli amici, i colleghi, gli eccessi, gli amori, i vizi, i premi, i difetti e i pregi. E un personaggio immortale: er Monnezza. Da non perdere. Ovviamente news e anticipazioni solo su questo sito e sulla nostra pagina Facebook.

 

 

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